Come noto la Finanziaria 2017 ha apportato alcune modifiche alla detraibilità delle c.d. “spese di istruzione”. In particolare per le spese di frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado è stato previsto l’aumento del limite della spesa sul quale calcolare la detrazione IRPEF del 19% che per il 2017 è fissato ad € 717.
In merito preme evidenziare che, come specificato dall’Agenzia delle Entrate, la detrazione spetta anche per: le gite scolastiche; l’assicurazione della scuola; ogni altro contributo deliberato dalla scuola per la frequenza della stessa.
Detti contributi, essendo espressamente previsti / richiesti dall’istituto, non sono qualificabili quali erogazioni liberali finalizzate all’ampliamento dell’offerta formativa che fruiscono della detrazione senza limite d’importo. Per quanto riguarda le spese universitarie, il relativo Decreto MIUR di fine 2017 ha confermato gli importi massimi di spesa previsti lo scorso anno.
SPESE PER LA FREQUENZA DELLA SCUOLA
Come sopra accennato, il citato comma 617 ha previsto l’aumento progressivo del limite della spesa massima sulla quale calcolare la detrazione IRPEF (19%) spettante per le spese di frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione, come di seguito schematizzato. Art. 15, comma 1, lett. e-bis), TUIR
Anno sostenimento spese:
- Fino al 2015 € 400
- 2016- € 564
- 2017- € 717
- 2018- € 786
- Dal 2019 – € 800
Si riepilogano di seguito gli aspetti principali della detrazione in esame, considerando i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 27.4.2018, n. 7/E.
SPESE AMMESSE
La detrazione in esame spetta in relazione alle spese per la frequenza della:
- Scuola dell’infanzia, comunemente definita “scuola materna”;
- Scuola del primo ciclo di istruzione che ricomprende la c.d. “scuola elementare” e la c.d. “scuola media”;
- Scuola secondaria di secondo grado, comunemente definita “scuola superiore”.
La detrazione spetta anche per l’iscrizione ai corsi istituiti in base all’ordinamento ante DPR n. 212/2005 presso i Conservatori di Musica / Istituti musicali pareggiati, in quanto riconducibili alla formazione scolastica secondaria. Diversamente, le spese relative alla frequenza di nuovi corsi istituiti ex DPR n. 212/2005 sono equiparate alle spese sostenute per l’iscrizione a corsi universitari.
Nella citata Circolare n. 7/E l’Agenzia ribadisce che rientrano tra le spese ammesse alla detrazione in esame anche:
- I contributi obbligatori / volontari deliberati dagli istituti scolastici o da loro organi e sostenuti per la frequenza scolastica (ad esempio, per la frequenza di corsi di lingua, teatro, ecc. anche se svolti al di fuori dell’orario scolastico). Detti contributi, secondo l’Agenzia, essendo deliberati dall’Istituto non sono da ricomprendere tra le erogazioni liberali di cui alla lett. i-octies) del comma 1 dell’art. 15, TUIR;
- Le spese sostenute per la mensa scolastica ed i servizi integrativi (quali, ad esempio, l’assistenza al pasto e il pre / post scuola), le gite scolastiche e l’assicurazione della scuola.
Dette spese:
- Sono detraibili anche nel caso in cui il servizio è reso tramite il Comune / altri soggetti terzi rispetto alla scuola e anche se non è stato deliberato dagli organi di istituto, “essendo tale servizio istituzionalmente previsto dall’ordinamento scolastico per tutti gli alunni delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie e secondarie di primo grado”;
- Vanno documentate mediante ricevute / quietanze di pagamento con indicazione dell’importo sostenuto e dei dati dell’alunno. Con specifico riferimento alle spese di mensa l’Agenzia richiede: – bollettino postale / bonifico bancario riportanti nella causale l’indicazione del servizio mensa, la scuola di frequenza e il nome e cognome dell’alunno; – attestazione rilasciata dal soggetto che ha ricevuto il pagamento / scuola, nella quale è indicato l’ammontare annuo della spesa sostenuta e i dati dell’alunno, nel caso in cui il pagamento sia stato effettuato in contanti o con altre modalità (ad esempio, bancomat) ovvero con l’acquisto di buoni mensa (cartacei / elettronici). La richiesta da parte del genitore per il rilascio dell’attestazione e l’attestazione stessa sono esenti dall’imposta di bollo.
Nel caso in cui le spese siano:
- Pagate alla scuola, ai fini della detrazione, non è necessario presentare la copia della delibera scolastica che ha disposto il versamento;
- Pagata a soggetti terzi (ad esempio, pagamento all’agenzia di viaggio della quota per la gita scolastica), il soggetto che presta l’assistenza fiscale è tenuto a richiedere copia della delibera scolastica che ha disposto il versamento. Le spese sono detraibili da parte del genitore al quale è intestato il documento comprovante la spesa. In caso di intestazione del documento al figlio, la detrazione spetta ad entrambi i genitori nella misura del 50% ciascuno. In caso di sostenimento della spesa in misura diversa è comunque ammesso annotare sul documento di spesa una diversa percentuale di ripartizione. Qualora il pagamento venga effettuato per più alunni / studenti (ad esempio, dal rappresentante di classe), per usufruire della detrazione è necessario che l’Istituto rilasci un’apposita attestazione da cui risultino i dati di ciascun alunno / studente.
SPESE NON AMMESSE
Non è possibile fruire della detrazione in esame per:
- Le spese relative all’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici;
- Il servizio di trasporto scolastico, in quanto trattasi di un servizio alternativo al trasporto pubblico per il quale non è prevista alcuna agevolazione;
- Le spese di frequenza dell’asilo nido per le quali i genitori possono fruire della specifica detrazione IRPEF del 19% su un importo massimo di € 632 per ogni figlio fiscalmente a carico.
Preme altresì evidenziare che non possono essere considerate le spese che sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nei punti da 701 a 706 della CU con il codice “12”, fermo restando che sull’eventuale quota eccedente la spesa rimborsata è possibile fruire della detrazione.
SPESE PER LA FREQUENZA DI CORSI UNIVERSITARI
La citata lett. e) prevede che le spese sostenute per la frequenza di:
- Università statali, sono detraibili nella misura del 19% dell’intero importo corrisposto (non è previsto un limite di spesa);
- Università non statali, sono detraibili nella misura del 19% dell’importo corrisposto, nel limite massimo di spesa individuato annualmente dal MIUR con un apposito Decreto.
A tal fine per il 2017 va fatto riferimento al DM 28.12.2017. Nella citata Circolare n. 7/E l’Agenzia rammenta che è possibile beneficiare della detrazione in esame anche per le spese sostenute per la frequenza di:
- Istituti tecnici superiori (ITS), in quanto equiparati alle spese universitarie; di conseguenza sono da considerarsi superati i chiarimenti forniti nella Circolare 25.5.2015, n. 17/E che “collocava i corsi degli ITS nel segmento della formazione terziaria”;
- Corsi di specializzazione, tra i quali rientrano anche i corsi di specializzazione in psicoterapia post universitaria, se effettuati in centri accreditati presso il MIUR;
- Corsi di perfezionamento.
In particolare il citato DM individua l’importo massimo sul quale è possibile calcolare la detrazione spettante in caso di frequenza di un’Università non statale in base all’area disciplinare e alla sede del corso di studi come di seguito riportato.
Area disciplinare corsi istruzione
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NORD | CENTRO |
SUD e ISOLE |
Medica | € 3.700 | € 2.900 | € 1.800 |
Sanitaria | € 2.600 | € 2.200 | € 1.600 |
Scientifico – Tecnologica | € 3.500 | € 2.400 | € 1.600 |
Umanistico – Sociale | € 2.800 | € 2.300 | € 1.500 |
Iscritti ad un corso di dottorato / specializzazione / master universitario di primo e secondo Livello | € 3.700 | € 2.900 | € 1.800 |
A detti importi va sommata la tassa regionale per il diritto allo studio di cui all’art. 3, Legge n. 549/95.
Per l’applicazione di tali limiti, la Tabella 1 allegata al citato DM indica la zona geografica di appartenenza delle singole Regioni nonché l’area disciplinare corrispondente a ciascun corso di laurea.
A tal fine, merita evidenziare che:
- Per i corsi di studio tenuti presso sedi ubicate in regioni diverse rispetto a quelle in cui l’Università ha la sede legale, va fatto riferimento all’area geografica in cui si svolge il corso;
- Nel limite di spesa individuato dal citato DM è ricompresa anche l’imposta di bollo per la quale “non è prevista la possibilità di sommare l’importo a quello già ricondotto nei suddetti limiti”;
- Il limite individuato dal citato DM comprende anche la spesa sostenuta per il test di ammissione.
Nel caso di sostenimento di più prove di ammissione in Università non statali:
– Situate in aree geografiche diverse;
– Appartenenti a diverse aree tematiche;
Va verificato se lo studente proceda o meno ad iscriversi ad una delle facoltà o corso per cui ha sostenuto il test.
In particolare:
- In caso di iscrizione, le spese sostenute per tutti i test di ammissione concorrono al raggiungimento del limite proprio del corso a cui lo studente si è iscritto;
- Nel caso in cui lo studente abbia sostenuto più test di ammissione ad Università non statali, senza iscriversi ad alcun corso, ai fini della detraibilità va fatto riferimento al limite di spesa più elevato tra quelli stabiliti per i corsi e per le facoltà per le quali ha svolto il test;
- Nel caso in cui lo studente, nello stesso periodo d’imposta, sostenga spese di frequenza presso Università non statali situate in aree geografiche diverse, o per corsi appartenenti ad aree tematiche diverse, va fatto riferimento al limite di spesa detraibile più alto tra quelli applicabili.
FREQUENZA DI CORSI UNIVERSITARI ALL’ESTERO
In caso di frequenza di corsi universitari all’estero, l’Agenzia ribadisce che va fatto riferimento all’importo massimo previsto dal DM in esame per i corsi della medesima area disciplinare nella zona geografica in cui il contribuente ha il domicilio fiscale. Analogamente, in caso di frequenza di corsi post-laurea all’estero, occorre fare riferimento all’importo massimo stabilito per la frequenza di corsi post-laurea nella zona geografica in cui lo studente ha il domicilio fiscale.
FREQUENZA UNIVERSITÀ TELEMATICHE
In caso di frequenza di corsi di laurea svolti da Università telematiche nella citata Circolare n. 7/E, come già ribadito nella Circolare 6.5.2016, n. 18/E, l’Agenzia precisa che va fatto riferimento all’importo massimo previsto dal DM in esame per i corsi della medesima area disciplinare nella zona geografica in cui ricade la sede legale dell’Università.
FREQUENZA CORSI DI LAUREA IN TEOLOGIA PRESSO UNIVERSITÀ PONTIFICIE
Per la frequenza di corsi di laurea in teologia presso le Università Pontificie va fatto riferimento all’importo massimo previsto dal DM per i corsi dell’area disciplinare “Umanistico – sociale” nella zona geografica in cui si svolge il corso di studi (Centro, se il corso è tenuto presso lo Stato Città del Vaticano). In tal caso, quindi, il limite di spesa risulta pari a € 2.300 ovvero € 2.900 se trattasi di dottorato, specializzazione, master.